• Vittorio A. Dublino

Introduzione alle Scienze Cognitive (parte 1)

“Mossi dall’orgoglio spesso stiamo ingannando noi stessi. Ma nel profondo della nostra coscienza una piccola voce, silenziosamente, ci dice che qualcosa in noi non è sintonizzato sulla Realtà” - Carl Gustav Jung



Ma cosa è una STRATEGIA?

La Treccani tra le altre definizioni ci riporta che nell’uso corrente del termine questa parola significa: “modo di agire, di procedere … accortamente diretto al raggiungimento di un fine” .


Una Strategia si compone in genere di due processi principali: FORMULAZIONE e ATTUAZIONE. La formulazione comporta l’analisi dell’ambiente o della situazione, la diagnosi e lo sviluppo di politiche guida. Comprende attività come la pianificazione strategica e il pensiero strategico. L’attuazione si riferisce ai piani d’azione adottati per raggiungere gli obiettivi stabiliti dalla politica guida.


Quindi non sarà difficile capire che per elaborare una Strategia è necessario attivare particolari processi mentali. Il PENSIERO STRATEGICO è infatti definito come un processo mentale, o un pensiero applicato da un Individuo nel contesto necessario al raggiungimento di un obiettivo o di una serie di obiettivi in ​​una determinata azione che l’Individuo intende intraprendere: questi processi mentali si perfezionano sviluppando le abilità cognitive che attraverso l’attività cognitiva produce PENSIERO.

In precedenza abbiamo anche evidenziato che “l’Arte della Guerra” è un’ottima piattaforma di formazione per organizzazioni e singoli individui interessati a costruire abitudini efficaci ed efficienti nella vita e nel lavoro. Sottolineando che, troppo spesso, le persone, cercano di trovare mezzi per raggiungere grandi obiettivi per ‘vincere nella vita’ senza una strategia.


Poichè con il nostro blog aspiriamo a perseguire l’ambizioso obiettivo di fornire un piccolo contributo destinato anche a chi vuole intraprendere azioni tese alla gestione del cambiamenti, ci sembra opportuno mettere a disposizione pillole di conoscenza e/o informazioni (spesso misconosciute al grande pubblico che naviga internet), trattando, anche, temi che possano servire quale spunto di riflessione per iniziare a comprendere i meccanismi che sono alla base dei processi mentali delle persone. Questi temi afferiscono alle SCIENZE COGNITIVE .

Di cosa si occupano le Scienze Cognitive?

scienza cognitiva L’insieme delle discipline (intelligenza artificiale, psicologia cognitiva, linguistica, psicolinguistica, filosofia della mente e del linguaggio, neuroscienze, antropologia), che hanno per oggetto lo studio dei processi cognitivi umani e artificiali


“Con il termine scienze cognitive si definisce l’insieme di discipline che hanno come oggetto di studio scientifico e filosofico la cognizione di un sistema pensante, sia esso naturale o artificiale. Esse comprendono diverse discipline che pur operando in campi differenti coniugano i risultati delle loro ricerche al fine comune di chiarire il funzionamento della mente. Esse sono la filosofia della mente, la neurofisiologia, la neuroscienza cognitiva, la psicologia cognitiva, l’intelligenza artificiale (IA) e la linguistica cognitiva, ma si vanno spesso ad esplorare territori di confine con l’antropologia, la genetica, l’etologia, l’economia (si pensi alla teoria dei giochi), la scienza cognitiva della matematica e persino l’arte.”

La Scienza Cognitiva è lo studio scientifico ed interdisciplinare della mente e dei suoi processi.
Esamina cos’è la cognizione, cosa fa e come funziona. Comprende la ricerca sull’intelligenza e sul comportamento, in particolare sul modo in cui le informazioni sono rappresentate, elaborate e trasformate (in facoltà come percezione, linguaggio, memoria, attenzione, ragionamento ed emozione) all’interno dei sistemi nervosi biologici o artificiali: cioè degli umani, di altri animali o delle macchine.
Le scienze cognitive sono anche il campo di studio che riguarda la comprensione dei meccanismi di percezione della Realtà, di tutto ciò che riguarda la capacità creativa degli uomini, i principi alla base della loro socialità e degli artefatti materiali o immateriali che ha o che sta creando

La Scienza Cognitiva, comprende dunque l’insieme di discipline tradizionali come la psicologia, l’informatica, le neuroscienze, la linguistica o la filosofia. L’obiettivo della Scienza Cognitiva è comprendere i principi delle Intelligenze, con la speranza che ciò porterà a una migliore comprensione della mente, dell’apprendimento ed essere utile allo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale.


REALTA’. La Realtà è il risultato del nostro modo di pensare il mondo che abitiamo rispetto alle percezioni sensoriali e le conseguenti elaborazioni cognitive proprie ed esclusive di ogni individuo; la Realtà, non è un fenomeno trascendentale, piuttosto un risultato solo apparentemente oggettivo, perché regolato dai nostri apparati sensoriali e cognitivi, dunque ciò che sperimentiamo in virtù delle nostre esperienze soggettive. Con questa prospettiva, quindi, la Realtà non è che “una rappresentazione soggettiva dal nostro punto di vista” di ciò che sperimentiamo; la descrizione della fenomenologia delle nostre esperienze sarebbe pertanto una descrizione del “tessuto della Realtà e non una descrizione della sua struttura fisica, sottoposta alle leggi fisiche della Natura, del Mondo, dell’Universo.


Esasperando il concetto potremmo dire che la “nostra Realtà è” (in effetti) “la nostra personale interpretazione di ciò che ci circonda, una sorta di finzione cinematografica elaborata dal nostro Io”, cioè una Realtà elaborata per il tramite delle nostre Esperienze e delle nostre Conoscenze.

Ecco dunque che nasce l’esigenza di convogliare alcune Conoscenze (alcune di queste ancora nuove al grande pubblico) in un luogo preposto alla divulgazione, con lo scopo di innescare – in colui di buona volontà – una scintilla di nuova Conoscenza che lo può aiutare a RIFLETTERE.

Il metodo Socratico, la MAIEUTICA, infatti, non è l’arte di insegnare ma l’arte di aiutare. La verità non è insegnabile perché è un sapere dell’anima; per questo Socrate non inculcava nei suoi “discepoli” le proprie idee, ma li aiutava a “partorire la loro verità”.


“L'uomo ha una facoltà che per gli intenti collettivi è utilissima, ma allo stesso tempo anche dannosissima: quella di IMITARE.

Tuttavia, la Psicologia sociale non può fare a meno dell'Imitazione, senza di essa sono impossibili le Organizzazioni di massa, lo Stato e l'Ordine sociale; NON è, infatti, la Legge che fa l'Ordine Sociale, è l'Imitazione: un Concetto che comprende anche la Suggestionabilità, il Contagio mentale e l'Emulazione" - Carl Gustav Jung

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