Cultura sportiva | Inclusione sociale & Wellness psicofisico

Negli ultimi 50 anni, il concetto di 'Ricreazione e Società' è cambiato.

Storicamente, la Ricreazione era considerata un Bene pubblico, che si concentrava sulla sua diffusione verso le persone vulnerabili, le famiglie e le comunità.

Recentemente, questo concetto si è spostato verso un modello basato sul singolo utente, e sulla erogazione di un servizio rivolto a quel singolo che ne abbia la possibilità economica di fruirne.

 

Allo stesso tempo, siamo testimoni di rapidi cambiamenti tecnologici, economici, ambientali, demografici e sociali.

Ciò crea l'urgente necessità che la Ricreazione riaffermi i suoi valori storici, da assumere contemporaneamente in linea con i nuovi modi del vivere sociale, lavorativo e personale; evidenziando che questo approccio teso alla rivitalizzazione della Ricreazione secondo valori tradizionali sia uno strumento utile allo sviluppo della Comunità,  cioè che consente alle persone di lavorare insieme in una comunità per migliorare il loro benessere psicofisico.  

La Ricreazione ha il potenziale per affrontare le sfide socio-demografiche e risolvere problematiche come l'aumento del comportamento sedentario e dell'obesità, la diminuzione del contatto con la natura facilitando la comprensione  delle minacce all'ambiente,  limitare quelle forme di iniquità che limitano la partecipazione sociale. 

Il Caso Baltimora. La lega Atletica della Polizia: lo Sport  per l'Inclusione sociale.

Nel maggio 1996, funzionari di diverse agenzie e dipartimenti, compreso l'ufficio del sindaco, la città dipartimento di ricreazione e parchi, e il dipartimento di polizia della città si sono riuniti per annunciare gli ultimi sviluppi nella ristrutturazione della ricreazione pubblica di Baltimora che evidenziava l'apertura di diversi Police Athletic League centri (PAL).  Negli ultimi 40 anni, la città aveva infatti investito sia il capitale che i fondi di programmazione verso una vasta rete di centri gestiti dal pubblico reparto ricreativo. Il programma PAL infatti offriva un diverso modello di ricreazione: in controtendenza dal precedente approccio alla ricreazione urbana basato su finanziamento e sostegno di derivazione pubblica, che aveva portato le comunità urbane a diventare sempre più sotto servite per quanto riguarda la diminuzione dei pubblici programmi e l’organizzazione efficiente ed efficace delle strutture ricreative. I PAL invece sono stati organizzati utilizzando un modello di partenariato e di governo pubblico-privato. In questa modalità, i risultati dimostrano che il programma PAL è inteso come una forma particolare di intervento all'interno delle comunità urbane, che ha avuto impatti specifici per la politica e la pianificazione della ricreazione e l’inclusione sociale in Baltimora. Nello studio di sintesi:   "Colmando il Vuoto. Ricreazione, inclusione sociale e la Lega Atletica della Polizia di Baltimora", gli autori adottano un approccio contestuale allo studio della governance urbana attraverso “l'articolazione” della politica e della pianificazione attraverso varie forze politiche, economiche e sociali.” (Slack, 1996).  Questo approccio utilizza un'analisi critica del discorso di oltre 500 documenti relativo al programma PAL di Baltimora, compreso quello ufficiale verbali delle riunioni, documentazione progettuale e organizzativa e relazioni annuali ea lungo termine della città.

Il Centro Sportivo Carabinieri 

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Il Centro Sportivo Carabinieri è stato fondato a Roma nel 1964 e da allora sono stati moltissimi gli atleti che con i loro successi in campo nazionale ed internazionale, hanno portato lustro e prestigio all’Istituzione e più in generale allo sport italiano.

L’organizzazione sportiva dell’Arma ha subito diverse modifiche nel corso degli anni; dal 26 ottobre 2009, il Comando Generale per assicurare la gestione unitaria del settore sportivo e per meglio coordinare le attività espletate dalle Sezioni Sportive, ha costituito il Centro Sportivo Carabinieri, con sede in Roma, alle dirette dipendenze del Comando delle Scuole dell’Arma e comandato da un Ufficiale Superiore.  Attualmente il Comandante del Centro Sportivo Carabinieri è il Colonnello Gianni Massimo Cuneo che ne è anche il Presidente.

Ogni Sezione Sportiva è affiliata alla Federazione Nazionale d’appartenenza come società sportiva.

Il reclutamento degli atleti avviene tramite pubblico concorso per titoli con la valutazione dei risultati sportivi conseguiti dal candidato. 

Il Centro Sportivo Carabinieri ha il compito di coordinare, dirigere e sostenere tutte le attività svolte nel settore con il fine di promuovere l’immagine dell’Arma attraverso i risultati dei carabinieri-atleti, che sono tutti atleti di elevato profilo qualitativo e nella maggior parte dei casi membri delle rappresentative nazionali e olimpiche delle varie discipline. Al termine della carriera agonistica gli stessi, previa valutazione delle sedi di gradimento prescelte, sono destinati ad un  reparto di una delle organizzazioni  dell’Arma. Insieme agli altri Corpi dello Stato, il Centro Sportivo Carabinieri con i suoi atleti, formati e valorizzati all’interno della propria organizzazione, assolve inoltre la delicata funzione di far proseguire l’attività agonistica ad elementi di rilievo nazionale ed internazionale fornendo loro indispensabile e sicuro sostegno logistico, economico ed organizzativo che altrimenti difficilmente potrebbero trovare presso le società civili o le Federazioni Sportive Nazionali.

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Inoltre con i suoi numerosi impianti ed attrezzature ginnico-sportive il reparto contribuisce fattivamente ad incrementare e sostenere lo sport su base nazionale; il contributo del Centro Sportivo Carabinieri allo sport nazionale è enorme e a livello organizzativo e funzionale si traduce con un’importante convenzione tra il Ministero della Difesa ed il CONI che regola i rapporti con le Federazioni Sportive ed il CONI stesso; l’accordo prevede che i corpi dello Stato, compreso il Centro Sportivo Carabinieri, mettano a disposizione delle Federazioni i propri atleti e tecnici per le composizioni delle squadre nazionali.

L’apporto più evidente è quello che l’Arma può vantare per aver contribuito in misura determinante ai successi sportivi dell'Italia in campo internazionale nelle più prestigiose manifestazioni mondiali ed olimpiche; ciò è dimostrato in maniere inequivocabile da un medagliere che solo alle Olimpiadi conta ben 100 medaglie

Il 16 Novembre 2020 l'Arma dei Carabinieri stipula un Protocollo d'Intesa con Sport e Salute S.P.A. società afferente al Ministero dello Sport.

L'Intesa si stipula nell'ambito delle seguenti considerazioni:

  • che l'Arma ritiene l'attività sportiva quale elemento di formazione professionale e pertanto parte integrante dell'addestramento del proprio personale;

  • che l'Arma promuove, anche attraverso il Centro Sportivo Carabinieri, la pratica, la diffusione e la propaganda degli sport, anche come espressione di impegno sociale;

  • che l'Arma svolge annualmente, d'intesa con il Ministero dell'Istruzione, mirate campagne di diffusione della "cultura della legalità'', attraverso incontri didattici presso gli istituti scolastici di vario ordine e grado, per la prevenzione dei fenomeni criminali che coinvolgono i giovani ... 

e che Sport e Salute ritiene:​

  • che la sua azione istituzionale è finalizzata alla promozione del benessere fisico e psichico di tutti i cittadini, con particolare attenzione verso tutti coloro che realizzano condizioni di disagio e svantaggio;

  • che gli obiettivi istituzionali perseguiti sono volti al miglioramento della condizione umana, sociale ed economica dei cittadini e del Paese, all'uso efficiente delle risorse disponibili, alla semplificazione delle relazioni tra cittadini, imprese e Stato, al miglioramento degli standard qualitativi dei servizi e delle opportunità di crescita forniti ai cittadini, in linea con le politiche pubbliche nel settore della promozione della pratica sportiva in Italia del prossimo triennio, improntate alla valorizzazione dello sport nella sua dimensione sociale, ovvero come opportunità di crescita degli individui, delle comunità e dell'economia.

APS Difesa Civile 4.0, in coerenza con la sua missione per l'Innovazione sociale si attiva per facilitare il coinvolgimento del suo capitale umano proveniente dal Centro Sportivo Carabinieri e della Polizia di Stato (Fiamme Oro), allo scopo di mettere a disposizione nel mondo civile le loro competenze professionali esperite in decenni di attività sportive e gestionali nel campo dello sport. Per portare a temine la missione in questo tema specifico,  il nostro capitale umano si compone di ex Atleti olimpici e già comandanti di Sezione del Centro Sportivo dell'Arma dei Carabinieri.   

“SPORT e SOSTENIBILITA’
Nel contesto territoriale e sociale, promuoviamo lo sviluppo di spazi innovativi per attività e servizi legati al mondo dell’acqua"

Lo SPORT e l’ATTIVITÀ FISICA sono importanti strumenti di BENESSERE, PREVENZIONE e TERAPIA a tutte le età.

Lo SPORT è uno  strumento di SVILUPPO SOCIALE, di EDUCAZIONE e FORMAZIONE, è un veicolo  di

INCLUSIONE e PROMOZIONE di corretti stili di vita a tutte le età.

Seguire salutari abitudini sportive, oltre che alimentari, aiuta non solo a ridurre il rischio di sviluppare

molte patologie croniche. Oltre  il 70% delle  patologie  cronico-degenerative (infarto,  diabete  e ictus) potrebbe  essere evitato

grazie a un corretto regime alimentare e a un costante esercizio fisico.

L’evoluzione  della cultura  sportiva passa anche attraverso la riqualificazione e la creazione  di nuove strutture, dai piccoli impianti agli stadi (indoor  e outdoor),  moderne,  efficienti,  sicure e tecnologiche, dove lo sport possa trovare una nuova dimensione  in cui coinvolgere maggiormente gli utilizzatori.

Le nuove strutture devono essere concepite come:

  • SPAZI POLIFUNZIONALI,

  • IMPIANTI INTEGRATI NEL CONTESTO URBANO, Destinati non solo allo sport ma anche a luoghi  che rispondano  alle  nuove   esigenze,  da  un  punto  di  vista  SOCIALE,  RICREATIVO, AMBIENTALE (riqualificazione di aree) ed ARCHITETTONICO (valorizzazione del paesaggio urbano)

  •  SPAZI DA POTER VIVERE SEMPRE, al di là dei singoli eventi sportive.

BLUE FACTORY: un progetto di Rigenerazione Urbana 

L’acqua, come elemento  e ambiente  ideale in cui praticare sport o semplicemente muoversi  e rilassarsi, è parte fondamentale nell’assicurare buoni standard di benessere psicofisico individuale e collettivo.

 Così come è provato che gli spazi verdi hanno effetti positivi sulla salute, gli ‟spazi blu” hanno benefici per la salute, a livello fisico e mentale.

 Attorno all’acqua  e con  l’acqua  si possono  sviluppare  diversi  servizi  a carattere sportivo,  ricreativo, formativo o di cura, servizi che acquistano una valenza sociale in quanto  rivolti  a cittadini di tutte le età e ceto e perché  creano  per  le persone  occasioni di condivisione  di spazi e tempo, di nuove  relazioni  e, insomma, di miglioramento della vita quotidiana.

 Le piscine quindi  diventano luogo di ‘costruzione’  della  qualità della  vita  per chi le frequenta e possono/devono diventare anche elemento di benessere  collettivo  in  quanto  strutture di  salute  e servizi, luogo di riferimento sociale e di salute per l’ambito urbano in cui sono inserite

Nuovi Contesti Innovativi 

Si aprono  quindi  ampie  ipotesi di lavoro  per  fare  innovazione  e creare  contesti  nuovi  in cui l’acqua  è protagonista. Si tratti di recupero  di strutture preesistenti o realizzazione  di nuovi  impianti − anche di dimensioni contenute − la piscina va (ri)pensata perché possa essere:

  •  Centro multifunzionale che, accanto  alle attività in  acqua  −  sportive, riabilitative  −  preveda  anche attività ricreative e di ristorazione, spazi formativi, spazi per l’arte e la cultura, spazi per attività di design e artigianato, spazi per una assistenza sanitaria ‘leggera’;

  •  Spazio d’integrazione e coesione sociale perché si rivolge simultaneamente a segmenti sociali diversi

  • che frequentano e sono attratti dalla piscina con motivazioni diverse;

  •  Occasione  di  progettazioni avanzate  sia  in  chiave  di  innovazione  tecnologica  che  di riqualificazione architettonica con layout  ottimizzati e di nuova generazione,  impianti che rispettano tutti i criteri di sostenibilità ambientale  e di efficienza energetica;

  •  Luogo di sperimentazione di tecnologie applicate all’acqua, tecnologie dei materiali, della luce e della morfologia dei servizi: la piscina diventa fonte del benessere, del fare e del conoscere;

  •  Centro di aggregazione nei quartieri − oggi al centro  delle politiche  di rinnovo  della città – e parte

  • integrante dei nuovi processi abitativi.

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Il Modello Blue Factory

 Fabrizio Rampazzo, tre volte atleta olimpico del nuoto (Mosca 1980, Los Angeles 1984, Seul 1988), già agente atleta delle Fiamme Oro, nella vita civile imprenditore e manager d'impianti sportivi ha elaborato il modello Blue Factory.    

Con cui si aprono e si sviluppano ampie  ipotesi di lavoro  per  fare  innovazione  e creare  contesti  nuovi  in cui l’acqua  è protagonista. Si tratti di recupero  di strutture preesistenti o realizzazione  di nuovi  impianti − anche di dimensioni contenute − la piscina va (ri)pensata perché possa essere:

  •  Centro multifunzionale che, accanto  alle attività in  acqua  −  sportive, riabilitative  −  preveda  anche attività ricreative e di ristorazione, spazi formativi, spazi per l’arte e la cultura, spazi per attività di design e artigianato, spazi per una assistenza sanitaria ‘leggera’;

  •  Spazio d’integrazione e coesione sociale perché si rivolge simultaneamente a segmenti sociali diversi

  • che frequentano e sono attratti dalla piscina con motivazioni diverse;

  •  Occasione  di  progettazioni avanzate  sia  in  chiave  di  innovazione  tecnologica  che  di riqualificazione architettonica con layout  ottimizzati e di nuova generazione,  impianti che rispettano tutti i criteri di sostenibilità ambientale  e di efficienza energetica;

  •  Luogo di sperimentazione di tecnologie applicate all’acqua, tecnologie dei materiali, della luce e della morfologia dei servizi: la piscina diventa fonte del benessere, del fare e del conoscere;

  •  Centro di aggregazione nei quartieri − oggi al centro  delle politiche  di rinnovo  della città

e ...  

  • parte integrante dei nuovi processi abitativi.

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